“Non ho nulla da rimproverarmi. Feci sempre con entusiasmo e scrupolo il mio dovere d’Italiano e di Fascista. L’ amore per la Patria è una tremenda e inguaribile malattia. Ed io sono malato di questa malattia”

Niccolò Nicchiarelli

mercoledì 21 settembre 2016

Tenente Generale Niccolò Nicchiarelli
-Castiglione del Lago, 1898 – Milano, 1969-


Comandante della 63ª Legione CC.NN. autocarrata Tagliamento dal luglio 1941 al giugno 1942.
Prese parte alla prima guerra mondiale arruolandosi volontario a 16 anni e venendo inquadrato nel I° Reggimento Granatieri con cui ebbe il suo battesimo del fuoco sul Sabotino. Dopo il Corso Ufficiali fu destinato al 37° Regg.to Fanteria (Brigata Ravenna); rimase gravemente ferito durante un assalto
al Monte Seluggio nel luglio del 1916. L'anno successivo fu assegnato come Tenente di complemento al 261° Regg.to Fanteria (Brigata Elba), con cui combatté valorosamente sull'altopiano della Bainsizza. Il 27 ottobre 1917 fu catturato, assieme ai suoi uomini, mentre combatteva in una trincea vicino a San Pietro al Natisone. Con altre centinaia di soldati ed ufficiali venne imprigionato in uno dei campi di concentramento (Cellelager) dove restò fino al dicembre 1918. Rimpatriato, partì volontario nel 1919 per la riconquista della Libia (241° Regg.to fanteria, Brigata Teramo).
Nazionalista da prima della guerra, aderì subito al nascente movimento fascista. Partecipò alla Marcia su Roma e nel febbraio 1923 si arruolò come Seniore nella neonata Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (M.V.S.N.) nella quale militò fino al suo scioglimento nel novembre del 1943. Nuovamente in Libia,a Bengasi, dal 1935, il Console Nicchiarelli partecipò alle operazioni militari di Buq Buq e Sidi el Barrani dal giugno 1940 al gennaio 1941 alla testa della 233ª Legione CC.NN. ed alle dipendenze del Gen. Francesco Antonelli e dell'Ecc.za Annibale Bergonzoli ("Barba elettrica"). Nel luglio 1941 fu nominato Comandante della 63ª Legione CC.NN. autocarrata Tagliamento con la quale partì per la Russia partecipando alle operazioni del C.S.I.R. nella regione
tra il Dniepr e il Don. Nominato Console Generale, e con postumi di congelamento, rimpatriò e assunse il comando della Zona CC.NN. di Torino e, dal maggio 1943, del Raggruppamento CC.NN. XXI Aprile a Cocevie (Jugoslavia). Con la Repubblica Sociale Italiana  rivestì, dai primi mesi del 1944 e fino al suo scioglimento, il ruolo di Capo di Stato Maggiore della Guardia Nazionale Repubblicana (G.N.R.) composta dalla ex Milizia, dagli ex Carabinieri Reali e dalla ex Polizia dell'Africa Italiana (P.A.I.).



Processato dalla Corte d'Assise Straordinaria, venne condannato a 12 anni e sei mesi per collaborazionismo. La Corte di cassazione cassò la sentenza e il successivo procedimento vide l'assoluzione dell'imputato con formula piena "perché il fatto non costituisce reato". In prigione restò per 13 mesi. Tenente Generale nella R.S.I. e Tenente Colonnello nel Regio Esercito, prima, e dell'Esercito Italiano successivamente, ricevette la sua ultima onorificenza (Croce di Cavaliere di Vittorio Veneto) solo dopo la sua morte.


Onorificenze:

Medaglia di Benemerenza per i Volontari della guerra italo-austriaca
Croce al Merito di guerra
Distintivo d'onore per Ferita di guerra
Medaglia per la Guerra Italo-austriaca, con 3 campagne di guerra
Medaglia Interalleata della Vittoria
Medaglia per la Guerra per l'Unità d'Italia
Medaglia della guerra italo-turca (Libia, 1919), con una campagna di guerra
Cavaliere di Vittorio Veneto
Due encomi del Comando generale della M.V.S.N.
Cavaliere e poi Cavaliere Ufficiale della Corona d'Italia
Cavaliere dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro
Commendatore e poi Grand'Ufficiale dell'Ordine Coloniale della Stella d'Italia
Medaglia per la campagna di guerra in A.O.I., senza gladio
Medaglia di bronzo "sul campo" al Valor Militare (Libia, 1940)
Medaglia d'argento "sul campo" al Valor Militare (Russia, 1941)
Medaglia d'argento al Valor Militare (Russia, 1942)
2 Croci al Merito di guerra
Croce di Ferro tedesca di II classe
Medaglia Winter schlacht im osten
Distintivo d'onore per Ferita di guerra
Croce di 20 anni di anzianità nella M.V.S.N.


Mussolini ispeziona i reparti della Legione CC.NN.
Tagliamento prima della partenza per la Russia.
All'estrema sinistra il comandante della Legione,
il Console Generale Niccolò Nicchiarelli









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